Mille e piu’ osterie
11 le pugliesi premiate con la “chiocciola” di Slow Food
”Slow Food” fa tappa anche in Puglia alla ricerca delle migliori osterie da premiare con la “chiocciola”, ambito riconoscimento attribuito dalla guida 2007 di Osterie d’Italia, il sussidiario del margiarbene all’italiana edito da “Slow Food Editore” e curato da Paola Gho. Sono undici i locali pugliesi, tra gli oltre duecento esaminati, ad entrare in questa classifica che premia la cucina, l’accoglienza e l’ambiente. In tutto, la guida alla migliore “piacevole sosta”, propone 1656 realtà, scelte tra osterie, trattorie, ristoranti, enoteche, aziende agrituristiche.
I “best” della Puglia sono: “Chacaito l’osteria dello zio Aldo” di Foggia, “Da Pompeo”, sempre a Foggia (Fg), “Peppe Zullo – ad Orsara di Puglia (Fg), “Antichi sapori” di Andria (Ba), “Pantagruele” di Brindisi “Cibus” di Ceglie Messapica (Br), “Osteria di Salvatore Cucco”, a Gravina in Puglia (Ba), “Cucina casereccia” di Lecce, “L’antica locanda” di Noci (Ba), “A casa tu Martinu”, nel leccese, a Taviano e, infine, per la prima volta “Fossa del grano”, a San Severo (Fg).
Per la pubblicazione targata 2007, vengono consigliati 154 “nuovi”, nel senso di segnalati per la prima volta, locali, 479 “bottiglie”, a testimonianza di una selezione di vini particolarmente accurata e 219 “locali del buon formaggio”.
Il compendio dedicato alle “Osterie d’Italia” festeggia i suoi 17 anni e si conferma “Bibbia” per coloro che ricercano la tradizione e i sapori tipici di una volta senza spendere cifre astronomiche. Il punto fermo della Guida, infatti, non cambia: superato un certo prezzo, non si entra nelle apprezzate pagine del sussidiario di “Slow Food”, curate da oltre 400 collaboratori sempre in giro su e giù per il Belpaese alla ricerca di nuovi angoli da scovare.
Quest’anno si segnala anche il debutto del “Dizionario della cucina regionale”, piccolo vademecum per conoscere tutti i dettagli nella preparazione delle tipicità regionali. (Fonte: Ufficio stampa Slow Food)
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