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L'INVITO AL RISTORANTE
Per un convivio tra amici, per ricevere un ospite importante, quando è l'uomo ad invitare e quando lìiniziativa parte dal "gentil sesso"… tutte le norme del galateo per non fare brutte figure.

A cura di
Antonio Tarantino

Questo mese, trattiamo un argomento molto importante, ma spesso trascurato o dato per scontato: l’invito al ristorante. Innanzitutto, è bene precisare che si pranza, o si cena, al ristorante soprattutto in alcuni casi specifici. Nel dettaglio, ciò avviene se: si concorda con altri amici di trovarsi insieme (e ognuno paga per sé e per la sua eventuale compagna); si desidera invitare qualcuno, ma non si ha la possibilità di farlo in casa perché si manca di organizzazione, si ha una casa troppo piccola e inadeguata, perché la padrona di casa ha pochissimo tempo di dedicare al ménage in quanto lavora; se si è invitati.
Nel primo caso, i soli problemi che si presentano sono quelli di stabilire, di comune accordo con gli amici, la scelta del locale, secondo la maggioranza dei gusti e le possibilità economiche di tutti. A tavola, il bon ton prevede che ognuno ordini ciò che preferisce, ma la spesa sarà divisa in parti uguali, includendovi la mancia.
Nel secondo caso, ossia in presenza di un ospite, è bene prenotare il tavolo per tempo, meglio se recandosi di persona al ristorante, in modo da scegliere il posto più adatto, luminoso, riparto dagli eventuali spifferi, in un angolo tranquillo e lontano dalla cucina. Se si avrà un ospite di particolare riguardo di cui si conosce una preferenza gastronomica, si chiederà se è possibile inserire la pietanza in oggetto nel menu. Ci si informerà anche della approssimativa spesa totale, così da evitare sorprese al momento di pagare il conto.
Chi invita, arriverà al ristorante qualche momento prima degli ospiti così che sia presente per riceverli. Se, malauguratamente, un imprevisto lo facesse giungere dopo, i suoi inviati chiederanno al cameriere di essere accompagnati al tavolo prenotato oppure attenderanno al bar.
Nel caso sia un uomo ad invitare una donna, sarà lui ad entrare nel ristorante per primo; ciò vale ad indicare subito che la signora che lo segue non è sola, in caso contrario, ossia se ad invitare è una donna, ella potrà mettersi d’accordo col proprietario del ristorante per pagare in separata sede, cosa che eviterà disagi ai suoi invitati.
Se chi invita non ha già predisposto un menu particolare, uguale per tutti, chi è invitato sceglierà sulla lista ciò che preferisce, evitando, con un minimo di buon gusto, i cibi più costosi, ma potrà domandare al cameriere qualche chiarimento sulla composizione di un piatto dal nome suggestivo ma un poco misterioso. I vini sono proposti da chi invita oppure, se questi è poco esperto o addirittura astemio, da qualche invitato particolarmente conoscitore a cui l’anfitrione può rivolgersi. In mancanza di ciò, il capo cameriere o il sommelier potrà proporre la scelta: le regole del galateo impongono che una donna faccia la propria richiesta attraverso il suo ospite o, in una tavolata numerosa, tramite l’uomo che le siede vicino. Qualunque sia il tipo di ristorante, la cortesia nei confronti del personale è un obbligo: si chiede “per favore”, si dice “grazie” al porgere delle pietanze, norme antiche ma sempre attuali ed apprezzate. Per richiamare la sua attenzione, si aspetta che il cameriere addetto al tavolo sia in prossimità, evitando gesti plateali, come battere sul bicchiere, schioccare le dita, chiamare a voce alta.
Se il cibo richiesto non è cotto a dovere o se presenta qualche difetto inequivocabile, lo si fa notare sottovoce, brevemente e senza troppi commenti, pregando di cambiarlo. Raramente, di fronte ad un’imperfezione palese o ad un piccolo ma sgradevole incidente, il conduttore di un ristorante muove delle obiezioni perché tiene alla rispettabilità ed al buon nome del suo locale, ma vi sarà doppiamente grato della vostra discrezione.
Al ristorante, intorno ad una tavola, in compagnia, si chiacchiera volentieri, soprattutto dopo qualche buon bicchiere di vino. Attenzione, però, agli argomenti scottanti, alle discussioni che possono degenerare coinvolgendo anche vicini di tavolo, ai toni di voce troppo acuti che distraggono e disturbano gli altri avventori. Attenti, soprattutto, alle risate fragorose e stridule: un locale affollato può essere piacevole perché la sua animazione dà una sorta di vivacità e di allegria, ma un locale pieno di confusione, di fumo, frastuono è un luogo in cui si giura di non tornare più anche se potremmo essere i diretti responsabili della confusione.

 


Anno 2
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