Una sagra del passato
A Senerchia si svolge da anni una festa di sapore agreste, per
rivisitare le vecchie tradizioni
La
nostra rivista offre, nella quasi totalità dei casi, spazio
alle manifestazioni dedicate ai professionisti, ai saloni internazionali
di ampia rinomanza e prestigio, a volte, però, le nostre
pagine riescono ad ospitare anche eventi più "popolari",
che riescono a creare atmosfere tipiche e genuine, intramontabile
sapore della tradizione dell'enogastronomia regionale.
Un evento di questo genere è la sagra del maiale di
Senerchia, che si svolge nel comprensorio dell'Alta Valle del
Sele dal 1989, quando nacque come iniziativa spontanea per festeggiare
un classico rito invernale di molte famiglie del paese: la macellazione
del maiale con la preparazione del lardo, della cotenna, delle carni
e di quant'altro fosse commestibile: un evento speciale che riporta
nel passato.
La sagra ripropone, infatti, riti esclusivamente familiari, estendendoli
in
piazza e perseguendo lo spirito guida del no-profit: i proventi
vengono utilizzati per opere di pubblica utilità o devoluti
in beneficenza.
Negli ultimi anni, la manifestazione ha contribuito a rendere più
forte il legame con le comunità senerchiesi all'estero e
nel nord Italia: l'appuntamento gastronomico resta un modo per non
recidere i legami con la terra d'origine.
La sagra senerchiese è una festa gastronomica all'aperto
di prodotti del luogo: salsicce e costate di maiale alla brace,
soffritto di carne suina e peperoni, pane casereccio, pasta e fagioli
"cù 'muss pint", pizza di granturco e minestra
"sperta".
Una cucina semplice di alimenti esclusivamente naturali serviti
all'istante: questo è il segreto della sagra, senza aggiunta
di alcuna alchimia culinaria.
Il vino rosso locale riscalda la serata, in un clima esclusivamente
agreste. |