L’ultimo brindisi
a Luigi Veronelli
Si
era fatto la convinzione che l’Italia fosse “il paese
più bello del mondo” e in nome di questa fede ha speso
la sua opera ed il suo impegno per promuovere la gastronomia e l’enologia
italiana nel mondo. Maestro senza pari della ricerca di qualità
della cucina e della produzione enogastronomica tricolore, Luigi
Veronelli si è spento all’età di 78 anni, lasciando
in eredità un patrimonio di conoscenza e di amore appassionato
per il buon bere ed il buon mangiare. Conosciuto soprattutto per
le sue famigerate Guide, vere bibbie a guida dell’eccellenza
dei ristoranti, del vino e negli ultimi anni anche degli alberghi,
Veronelli ha dedicato la gran parte della sua versatile e brillante
carriera alla creazione di quelli che egli stesso ha definito i
“giacimenti gastronomici” frutto delle produzioni agricole
e della sapienza tradizionale delle cucine e delle vigne di tutte
le regioni d’Italia.
Enologo prima ancora che giornalista e scrittore, aveva dato vita
ad intuizioni lessicali di raro spessore poetico che sono rimaste
uno dei segni caratteristici della sua “critica” a volte
duramente polemica contro le multinazionali del cibo e i grandi
monopoli di omologazione delle produzioni alimentari: memorabili
le sue pagine della rivista ''Veronelli EV – Vini, cibi, intelligenze'',
bimestrale di approfondimento sui temi dell'enologia, della gastronomia
e del turismo diretta dallo stesso maestro originario di Milano,
come pure ''L'Archivio Storico dell'Enologia Italiana'' e ''Vignaioli
Storici'', due compendi nati grazie ai suoi studi e ricerche approfondite
sull'enologia e sulla gastronomia.
Dopo aver celebrato la vigna ed il mondo contadino e produttivo
che intorno ad essa vive e si anima in un processo dai colori, dai
profumi e dai sapori sempre sorprendenti e suadenti, Luigi Veronelli
negli ultimi anni perorava la grandezza dell’olivo e dell’olio
d’oliva, esaltando la necessità di ricollegare la creazione
di questo prodotto alle caratteristiche anche culturali del territorio
d’origine. Tant’è che fra le sue ultime passioni
affiorava l’idea di associare i produttori italiani d’eccellenza
in una grande famiglia attenta alla qualità piuttosto che
alla quantità, secondo quanto dichiarato nel suo più
recente “Manifesto in progress per una nuova cultura dell’olio”.
Tra i suoi libri più recenti, vanno ricordati "Le parole
della terra" (con Pablo Echaurren), "Viaggio in Italia
per le Città del Vino", "Vietato Vietare",
"Breviario Libertino", "Il San Domenico di Imola".
Opere dense di annotazioni, appunti di viaggio, teorie e idee su
come difendere “il paese più bello del mondo”
dalle insidie dell’omologazione e capire il mondo di Veronelli
fatto di piacere e conoscenza.
|