La Gastronomia, Cenerentola
della TV?
Al di fuori delle riviste specializzate, i media danno
scarsa attenzione ad eventi internazionali come la Coppa del Mondo
e le Olimpiadi Culinarie, che hanno l’organizzazione e i costi
di vere competizioni agonistiche.
a cura dello chef di cucina dell’U.R.C.L.
Alessandro Circiello
www.alessandrocirciello.com
Ultimamente, vi è un fiorire di programmi televisivi che
danno spazio alla cucina regionale italiana e straniera.
Fortunatamente, i mass-media cominciano a percepire che vi è
la tendenza del pubblico italiano ad interessarsi alla gastronomia.
In
questo contesto vi è dell’incredibile se si pensa che,
al di fuori delle riviste specializzate del settore, suscitino nei
media scarsa attenzione eventi internazionali importantissimi, quali
la Coppa del Mondo e le Olimpiadi Culinarie, che hanno l’organizzazione
e i costi di competizioni agonistiche vere e proprie.
In concomitanza con l’edizione tedesca di IKA 2004, non può
non venire in mente la Coppa del Mondo tenutasi a Basilea, in Svizzera:
mentre la televisione dedica servizi alle sfilate di moda, allo
sport, ai vari saloni dell’auto, menzionava appena i circa
cento concorrenti che partecipavano all’evento, eppure l’Italia
era il Paese più rappresentato.
Certamente, la moda, il costume, lo sport e così via sono
argomenti basilari e di sicuro impatto sul pubblico, ma che dire
della cucina che, accanto all’arte, ogni anno è fonte
di attrazione per centinaia di migliaia di turisti!?
Le gare di cucina a livello internazionale mostrano il “meglio”
della cucina Italiana nel Mondo.
Durante questi avvenimenti i Cuochi sono stimolati a fare ulteriori
sforzi creativi.
Le nuove tendenze nascono qui.
Mi meraviglio dalle aziende Italiane che sprecano questa gallina
dalle uova d’oro.
Alcune squadre straniere sono sostenute dai loro governi, in America,
addirittura, vi è stata una “gara” fra alcune
aziende per divenire sponsor della squadra nazionale, perché
le aziende comprendono, con la mentalità del business, l’importanza
di queste competizioni.
Il pubblico sta dimostrando di voler approfondire l’argomento
gastronomico e, fino ad un certo livello, i media rispondono a queste
richieste, fornendo informazioni necessarie per soddisfare le ambizioni
culinarie dell’audience.
I professionisti del settore hanno l’obbligo di informare
questo stesso pubblico del livello culturale e dello scambio etnico
che vi è in una competizione che vede partecipare persone
provenienti da cinque continenti.
Agli italiani, da sempre appassionati delle novità, non può
non piacere il curiosare in questo mondo in cui i cuochi vedono
realizzarsi o svanire, nel breve tempo di una gara, sogni ed ambizioni
che hanno maturato per diversi mesi, magari rinunciando anche a
dormire qualche giorno per preparare la gara finale.
L’importante è che non perdano mai l’entusiasmo
che li infiamma, al fine di elevare la cucina ad un’arte.
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