La Puglia punta ai Balcani
L’export nostrano sbarca in Albania e sbaraglia la concorrenza
Se l’export pugliese sembra cedere il passo a realtà
più competitive e segna un calo del 3,37% rispetto allo scorso
anno, una ventata d’ottimismo proviene dai Balcani.
Aumentano, infatti, i traffici commerciali tra le due rive dell’Adriatico.
Secondo le rielaborazioni dell’ICE, effettuate su dati Istat,
le esportazioni pugliesi verso la Penisola Balcanica si sono incrementate
del del 2,1% , rispetto allo scorso anno, e a farla da padrone sono
il comparto agroalimentare, quello della moda e del legno-arredamenti.
Il presidente dell’Ice, Beniamino Quintieri ha affermato come
i datti raccolti mostrino che “i mercati balcanici sono tutt’altro
che saturi e cominciano a diventare uno sbocco strategico per le
produzioni pugliesi”, pur non trattandosi sempre di prodotti
finiti.
Nel 2003, il commercio dei prodotti dei tre settori trainanti è
cresciuto del 13,8%, raggiungendo il valore di 269,945 milioni.
Le imprese affermano che si tratta di mercati sicuri, con commesse
pagate in anticipo e, spesso, in contanti. Grande impulso allo sviluppo
del mercato balcanico potrebbe arrivare, inoltre, dall’istituzione
dell’area di libero scambio.
Il “made in Puglia” miete consensi soprattutto in Albania,
terra che si attesta interlocutrice commerciale privilegiata, con
una richiesta lievitata del 13,3% per un valore di 129,755 milioni.
Non a caso, quindi, l’edizione targata 2004 della Fiera del
Levante di Albania, che come di consueto si svolge a Tirana, è
stata dedicata proprio ai settori più vitali dei traffici
internazionali pugliesi.
Ma anche il resto dei Balcani si lascia tentare delle genuinità
e dalla qualità nostrana. Complessivamente, i traffici verso
Albania, Bosnia, Bulgaria, Croazia, Macedonia, Serbia, Slovenia
e Romania sono aumentati del 2,1% rispetto all’anno precedente,
per un valore di 423 milioni. E’ proprio la Romania a meritarsi
la medaglia di argento in questa particolare classifica sull’export
pugliese: l’incremento della richiesta di alimenti, moda ed
arredamenti si è attestato, nel 2003, al 25,6%, indice corrispondente
ad una spesa pari a 50,172 milioni, +25,6%.
Fonte “Sole24ore” |