Un’iniziativa della
Comunità Montana del Gargano
Fava di Carpino: forse sarà Igp
Il parere di uno dei promotori:
Raffaele Sgambati
Sarà
presentato il sette maggio, presso il Comune di Carpino, uno studio
per l’ottenimento dell’Indicazione Geografica Protetta
(Igp), sulle Fave di Carpino. Un’iniziativa della Comunità
Montana del Gargano. <Sarà presentato lo studio tecnico
scientifico, inerente alle caratteristiche organolettiche chimiche
e fisiche, nonché agli aspetti storici e ambientali delle
Fave di Carpino – spiega Raffaele Sgambati, responsabile del
servizio Attività produttive, Agricoltura, Forestazione ed
Ambiente della Comunità Montana del Gargano -. Lo studio,
messo a punto dalla Comunità Montana, serve ad inoltrare
la richiesta all’Unione Europea per ottenere l’Igp,
certificazione di qualità ai sensi del regolamento comunitario
2081/1992>.
L’Indicazione d’origine protetta sarà un traguardo
da raggiungere attraverso il Consorzio di tutela e valorizzazione
delle fave di Carpino, voluto dalla Comunità Montana, d’intesa
con il Comune di Carpino.
<L’obiettivo – sottolinea Sgambati - è di
qualificare una produzione tipica, garantendone l’origine
e la tipicità>. I consumatori saranno certi di ricevere
un prodotto di qualità certificata. <Tale risultato aumenterebbe
il reddito degli operatori agricoli che producono le fave, contribuendo
a uno sviluppo socio economico del territorio di Carpino, che ha
conservato questa tipicità>. Queste fave, infatti, un
tempo erano coltivate anche a Monte Sant’Angelo, Mattinata
e Manfredonia.
Oggi, sono un <ecotipo locale, legato alla qualità dei
terreni fertili dell’area di Carpino, che consentono al prodotto
di avere le caratteristiche organolettiche di tenerezza, intensa
profumazione, gusto dolce> conclude Sgambati.
FAVA DI CARPINO
La fava (Vicia faba maior) è un legume con proprietà
nutrizionali di tutto rispetto: a fronte di un valore calorico inferiore
di un terzo a quello dei cereali, ha un elevato contenuto di proteine,
carboidrati, vitamine, sali minerali e fibre (presenti soprattutto
nella buccia). La sua coltivazione, molto antica nell'area mediterranea,
trova condizioni ideali nei terreni dell'agro di Carpino, argillosi
e ricchi di calcio. Qui si seminano e si raccolgono le fave più
apprezzate della Puglia, i cui baccelli un tempo erano essiccati
al sole e sgranati facendoci passare sopra un cavallo che
sbucciava le fave senza schiacciarle. Negli ultimi anni, per difficoltà
legate a problemi di conduzione e commercializzazione, la superficie
coltivata si è ridotta, ma produttori e amministratori pubblici
hanno intrapreso una serie di iniziative per valorizzare la fava
di Carpino. |