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IL VINO DEL FUTURO
Non è sicuro che si tratti effettivamente del vino del
futuro, unica certezza è che i fratelli Librandi, con
la collaborazione dell'Università di Milano e del professor
Attilio Scienza, hanno avviato una ricerca scientifica presso
la fattoria Rosaneti. Tale ricerca, attraverso un percorso a
ritroso, vuole creare un vino "speciale". In pratica
sono state impiantate viti di antichi vitigni calabresi quali,
l'arvino, il magliocco e il gaglioppo, ma ciò che più
interessa è che le piante sono state sviluppate per mezzo
dell'autofecondazione dei semi, grosso modo come facevano gli
antichi abitanti della Magna Grecia, che usavano i semi dell'uva
passa. L'autofecondazione dei semi è una forma di riproduzione
che si serve
appunto del seme che nasce dalla combinazione di due gameti
uno maschile e uno femminile, ognuno dei quali proveniente da
un soggetto diverso, ogni seme darà origine ad un solo
soggetto. In tale ricerca, quindi, le piante non sono state
ottenute per talea, come avviene, oggi, in tutti i vivai. Nella
talea le piante ottenute provengono tutte dalla stessa pianta
madre e sono perciò uguali almeno nelle caratteristiche
di partenza. In sostanza questa ricerca scientifica vuole partire
dall'origine naturale di ciascuna pianta col preciso obiettivo
del miglioramento genetico, combinando il maggior numero di
caratteri positivi in un unico genotipo. Tale ricerca vuole
rappresentare, anche, un modo per far conoscere nel nostro paese
l'origine della vite, individuando le varietà che meglio
esprimono il territorio. |
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