TERRA E POESIA
PER IL "TUCCANESE".
Se ben valorizzato e soprattutto, se la vinificazione
resterà la stessa di oggi, è destinato a fare
strada.
In molti, tra gli estimatori, e tra chi ha la fortuna di poter
vivere nella zona di produzione, lo conoscono già.
Parliamo del "tuccanese" un vino prodotto nella
zona di Orsara di Puglia, in provincia di Foggia, da vitigno
autoctono.
Per anni, forse per decenni se ne erano perse le tracce.
Solo qualcuno, tra i contadini, per caso e per fortuna era
riuscito a farlo vivere, in piccoli vigneti su fazzoletti
di terra, immersi nei boschi della Daunia, tramandandoli di
padre in figlio.
A portarlo alla ribalta, è stato un giovane architetto
di Orsara, Leonardo Guidacci, appassionato di vino, amante
della propria terra, e di poesia.
Una avventura nata per caso, e che oggi viaggia a gran velocità,
magari per raggiungere le migliori vette.
Il giovane architetto ha voluto scommettere sulla identità
e tipicità dell'antico vitigno, arrivato sul mercato
come vino da tavola e oggi riconosciuto con il marchio IGT.
Due ettari di vigneto a spalliera, non innaffiato, su terreno
calcareo argilloso, che a seconda delle annate producono da
50 a 70 per quintali ettaro.
Struttura secca, corposa, con tempi lunghi per l'affinamento,
il tuccanese, arriva da lontano nel tempo. Si pensa, secondo
quanto suggerito anche da Veronelli, ad un clone del perricone
di Sicilia, arrivato ad Orsara di Puglia nel Trecento, oppure
un clone del piedirosso di Benevento.
Secondo il prof. Luigi Tarricone, dell'Istituto Sperimentale
per la Viticoltura di Turi, si tratterebbe di un clone del
San Giovese.
Poche bottiglie, solo diecimila conservate con amore nella
ancora piccola cantina ad Orsara.
Parola d'ordine e filosofia della cantina Tuccanese è
tipicizzare e recuperare tutto quanto ruoto intorno alla produzione
locale.
Una avventura alla ricerca del gusto che ha portato Guidacci
ad avviare, insieme a tre amici, a creare un vero e proprio
percorso - itinerario del gusto, nello splendido centro storico
di Orsara di Puglia, con tappe in tre cantine diverse, quella
per l'affinamento del vino, quella per la stagionatura del
formaggio, e la terza tutta dedicata ai salumi.
Il vero trionfo, dove lasciarsi avvolgere da sapori e profumi
è al Pablo Neruda. Un piccolo locale aperto solo tre
giorni a settimana, messo su per intrecciare e gustare, in
nome dell'armonia, della convivialità, vino e poesia.
Magliano: tremila bottiglie - 100% tuccanese, (sei
mesi in barrique e otto in bottiglia).
Prezzo a bottiglia Euro 7, 50.
Ripalonga: settemila bottiglie (60% tuccanese e 40%
nero di Troia, in botti di rovere classiche da 300 litri).
Prezzo a bottiglia Euro 5, 20. |