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GLI O.G.M.
La Regione Puglia.
In Toscana, il primo comune O.G.M. FREE
Le grandi industrie alimentari tendono a produrre,
da sé, sempre più spesso, prodotti con caratteristiche
di lavorazione di alto valore commerciale. Sulla base delle
nuove tecnologie, oggi, è possibile introdurre caratteri
nuovi praticamente in qualunque specie vegetale, eliminando
i limiti imposti dalle barriere fra specie e i limiti legati
alla mancanza di precisione che caratterizza le tecniche di
incrocio tradizionali. Cosa ci riserva il futuro? Nessuno può
assicurarci sugli effetti a lungo termine che l'applicazione
di queste nuove tecniche potrebbe causare.
In materia di frutta e ortaggi le biotecnologie sono intervenute,
ad esempio, su alcuni
specifici processi naturali, quali: l'eccessiva maturazione,
le ammaccature e i danni causati dal freddo. In commercio negli
U.S.A., infatti, esistono i pomodori non deperibili, i quali
durano da 30 a 40 giorni prima di deperire, perché con
la tecnica del DNA ricombinante si è introdotto nei semi
il gene che codifica il soppressore dell'enzima che produce
l'etilene responsabile della normale maturazione dei pomodori.
Ai fini della sicurezza alimentare queste tecniche che effetti
possono produrre? Questo è il dubbio! La sicurezza alimentare
è parte integrale della difesa alla salute, ma come ha
osservato, in più di un'occasione, il Presidente della
Commissione Europea, Romano Prodi, esiste anche una dimensione
culturale molto importante da non trascurare: per gli europei
gli alimenti sono una parte essenziale della loro cultura, quindi
minare la fiducia negli alimenti europei significa iniziare
a distruggere anche l'eredità culturale europea. Ciò
spiega quanto sia importante garantire la sicurezza alimentare
e non solo a vantaggio dei consumatori, ma anche dei produttori
e agricoltori europei che producono alimenti di alta qualità.
Per le aziende agricole, oggi, c'è l'obbligo di indicare
sull'etichetta se l'alimento è geneticamente modificato,
oppure, come più comunemente si usa dire, se è
transgenico. Ciò accade da quando il Parlamento Europeo
ha deciso, con una norma di trasparenza, che tutti i cibi che
contengono OGM devono avere un'etichetta che segnali la presenza
di OGM. Su questa norma europea sono state discordanti le opinioni,
infatti, secondo Leonardo Vingiani, il direttore dell'Associazione
nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie, ora non ci sarebbero
più alibi all'approvazione e commercializzazione di nuove
varietà vegetali ottenute tramite le biotecnologie. Invece,
secondo l'opinione di una associazione che si batte per un'alimentazione
naturale e dei prodotti tipici, la Slow Food, tale legge non
deve essere un cavallo di Troia per introdurre gli OGM in Europa.
Anche il gruppo ecologista Amici della Terra sostiene
che questa norma libererà, in Europa, gli alimenti da
manipolazioni genetiche.
Su queste premesse, se si considera che la Puglia è un
territorio a forte produzione agricola, non si comprende, come
ha dichiarato il presidente del Consiglio Regionale Mario De
Cristofaro, il perché il Governo centrale abbia impugnato
davanti alla Corte Costituzionale la legge regionale contro
gli organismi geneticamente modificati adottata dalla Puglia,
legge presa, tra l'altro, in coerenza con gli indirizzi comunitari.
"Il veto del Governo alla nostra iniziativa legislativa
appare inspiegabile" ciò è quanto ha dichiarato
il Presidente del Consiglio Regionale, il quale ha evidenziato
come la legge regionale in questione, in assenza di una disciplina
nazionale di indirizzo, risponda alla concreta esigenza di dare
una regolamentazione all'agricoltura trasgenica pugliese.
Iniziativa di successo, che ha dimostrato di dare priorità
assoluta alla sicurezza alimentare in materia di OGM è,
senz'altro, quella partita in Toscana e precisamente in una
cittadina della provincia di Firenze, Greve in Chianti, dove
è stata approvata una delibera comunale con cui si vieta
l'utilizzo di coltivazioni OGM nel territorio. Questo Comune
si serve di un cartello recante la dicitura "Comune
OGM Free" che dimostra chiaramente il divieto
di coltivazioni di alimenti geneticamente modificati. Nel cuore
della Toscana vitivinicola (siamo nell'aria del Chianti Classico)
è stata promossa, inoltre, una campagna di educazione
alimentare con l'intenzione di informare sui danni che gli OGM
potrebbero causare all'ambiente e alla salute in collaborazione
con Legambiente e le Città del Vino. Anche i Comuni di
Asti e Alcamo (Tp), Bova (Rc), Berchidda (Ss), Conegliano
(Tv), Corno di Rosazzo (Ud), Lonigo (Vi), Montefalcione (Av),
Terzino (Na) hanno aderito all'iniziativa chiedendo
il cartello da piantare all'ingresso del loro territorio per
diventare anche questi Comuni "OGM Free". |
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