Sommario - Editoriale - Sponsor - La Rivista - Solution Groups - Contatti
 

 

AGRICOLTURA E AMBIENTE SOSTENIBILE

L'agricoltura e l'ambiente sostenibile rientrano tra gli obiettivi principali della politica agricola comune (PAC), ma per fare in modo che questi obiettivi siano raggiunti occorre che gli agricoltori si rendano conto degli effetti che avrà la loro attività sul futuro dell'agricoltura e dell'impatto ambientale dei sistemi da loro utilizzati. Lo sviluppo sostenibile deve, quindi, garantire la conservazione delle risorse non rinnovabili e la protezione dell'ambiente naturale, quindi, occorre saper soddisfare i bisogni della popolazione attuale senza, però, compromettere la stessa possibilità alle popolazioni future.

AGRICOLTURA BIOLOGICA

L'agricoltura biologica oggi rappresenta una valida alternativa all'agricoltura tradizionale, per molto tempo la principale forma di agricoltura è stata quella chimica, ma in conseguenza del degrado ambientale, che questa ha contribuito a determinare, è emersa come rilevante la figura dell'agricoltore biologico, quale imprenditore che sa stare al passo con l'innovazione tecnica e quale reale tutore dell'ambiente.
Il valore di mercato dei beni di consumo agricolo è condizionato spesso dall'estetica del prodotto stesso, come se la qualità dipendesse dall'assenza di imperfezioni esteriori. Per coltivare sono utilizzate sostanze chimiche che possiedono un ridotto valore nutritivo, sostanze che rendono bello il prodotto, ma purtroppo nocivo per la nostra salute. In realtà la vera qualità dipende dalle capacità nutrizionali dell'alimento.
L'agricoltura biologica punta alla produzione di alimenti integri nel loro valore nutritivo e ciò è reso possibile dall'adeguamento, da parte delle aziende agricole, ad alcune specifiche regole, quali ad esempio:
-la conservazione della fertilità del terreno con concimi organici;
-la eliminazione dei parassiti delle piante con preparati vegetali, minerali e animali non tossici e con l'utilizzo di insetti predatori e parassiti;
-sono evitate le tecniche di forzatura della crescita;
-le malattie delle piante sono curate con rimedi omeopatici e fitoterapici.
Agricoltura biologica significa soprattutto qualità della terra e quindi qualità del prodotto agricolo. Sono state effettuate delle analisi sugli alimenti di coltivazione biologica che hanno dimostrato la qualità di questi prodotti, in quanto, essendo ricchi di sostanze benefiche apportano un valore nutritivo equilibrato e completo che contribuisce a mantenere sano il nostro organismo.
La crescita della domanda del prodotto biologico ha spinto molte aziende a convertirsi a questo sistema, che nell'Unione europea è diventato uno dei settori agricoli più dinamici, ciò in conseguenza della maggiore consapevolezza dei consumatori in materia ambientale e di sicurezza alimentare. Da quanto emerge dall'indagine Nomisma-Indicod della Coldiretti entro il 2005 il fatturato del "made in Italy" alimentare "controllato" aumenterà per il biologico del 149,6%.
L'operatore, produttore agricolo e/o trasformatore, per diventare agricoltore biologico deve assoggettarsi al Reg. CEE 2092/91, come modificato dal Reg. CE 2491/2001, che stabilisce le norme di produzione e trasformazione biologica ed i requisiti minimi di controllo, i quali sono affidati ad organismi autorizzati dal Ministero per le Politiche Agricole.
Chi produce biologicamente può usufruire dei contributi in base al Reg. CEE 2078/92 che ha istituito un regime di aiuti a favore degli agricoltori disponibili ad utilizzare tecniche produttive a minor impatto ambientale. Tali contributi, inoltre, variano in funzione delle colture e per accedervi occorre essere assoggettati ad uno degli organismi di controllo riconosciuti.
Il metodo di produzione biologico dei produttori agricoli negli ultimi anni si è sviluppato notevolmente coinvolgendo diversi operatori e varie operazioni quali: l'importazione, il trasporto, il magazzinaggio e il condizionamento. E' bene osservare come gli agricoltori che hanno scelto di produrre biologico non sono solo produttori di origini rurali, ma anche persone, per lo più giovani, che non hanno un passato in agricoltura e che decidono di investire nel settore biologico con entusiasmo e con la responsabile volontà di mettere sul mercato un prodotto agricolo che dà ai consumatori sicurezza in fatto di salute.
La Coldiretti con un'indagine ha rilevato come a ricercare il biologico sono soprattutto consumatori che hanno un livello socio-economico elevato e nello specifico è emerso che si tratta di uomini, single, laureati, tra i 40 e i 49 anni, che risiedono nel nord Italia. Per quanto riguarda, invece, l'identikit dell'imprenditore agricolo di biologico, sempre secondo uno studio della Coldiretti, è risultato che l'agricoltore biologico ha meno di 45 anni (66,6%), è soddisfatto della propria posizione professionale (70%), è donna (20,3%), è per l'1% straniero e ha un'esperienza di soli 2-3 anni nella gestione agricola (46%).
La Cia-Confederazione italiana agricoltori e la sua associazione per l'agricoltura biologica (Anobio) sottolineano come il settore in questione, dopo l'assestamento registrato nel corso del 2002, ha ripreso a crescere, infatti nel 2003 è aumentato il numero delle aziende e delle coltivazioni, soprattutto nel centro e nord Italia. In Italia, attualmente, secondo i dati Cia e Anobio, circa 8% dell'intera superficie agricola è utilizzata per produrre biologico, inoltre, si è registrato un incremento delle importazioni dall'estero che è stato favorito da una crescita della domanda interna e in particolare dall'offerta di nuovi prodotti.
L'Italia sul piano della produzione biologica è leader in Europa, secondo la Coldiretti, infatti, oltre un'impresa biologica europea su tre è italiana (37,7%) e la superficie nazionale coltivata a biologico rappresenta più di un quarto (27,7%) del totale coltivato a livello comunitario. Ciò non può che essere di stimolo per gli operatori, produttori agricoli e/o trasformatori italiani, ad aumentare la produzione del prodotto biologico, e quindi del prodotto di qualità.
 


Anno 1
N. 0 Marzo 2004


Archivio
 
N.0 Marzo 2004
N.1 Aprile 2004
N.2 Maggio 2004
N.3 Giugno 2004
N.4 Luglio 2004
N.5 Agosto 2004
N.6 Settembre 2004
N.7 Ottobre 2004
N.8 Novembre 2004
N.9 Dicembre 2004
N.10 Gennaio 2005
N.11 Febbraio 2005
N.12 Marzo 2005
N.13 Aprile 2005
N.14 Maggio 2005
N.15 Giugno 2005
N.16 Luglio 2005
N.17 Settembre 2005
N.18 Ottobre 2005
N.20 Dicembre 2005
N.21 Gennaio 2006
N.22 Febbraio 2006
N.23 Marzo 2006
N.24 Aprile 2006
N.25 Maggio 2006
N.26 Sett/Ott 2006
N.27 Novembre 2006
N.28 Dic/Genn 2007

 

 

 

 
Copyright © 2004 - 2007 Enogastronomia Impresa & Mercato. Tutti i diritti riservati.